Il vice campione olimpico Akani Simbine ha esordito nella stagione outdoor 2026 con un successo nella batteria dei 100 metri in 9”98 (vento a favore di +1.7 m/s) al Simbine Classic di Pretoria da lui stesso organizzato ma ha rallentato nella finale per un fastidio fisico concludendo all’ottavo posto in 11”16. Simbine ha corso almeno una volta al di sotto dei 10 secondi per il dodicesimo anno consecutivo.

Il sudafricano ha portato a 51 il numero di tempi al di sotto dei 10 secondi in carriera arrivando a due lunghezze da Usain Bolt (53) e a una da Maurice Greene (52). L’ex lunghista sudafricano Cheswill Johnson si è classificato al secondo posto nella batteria in 10”07 davanti al canadese Aaron Brown (10”14).

Akani Simbine: “Sono contento per la riuscita del meeting. Il Sudafrica merita di organizzare grandi eventi. Il meeting è servito a colmare un vuoto nel calendario locale e a ispirare la prossima generazione di atleti africani. Nonostante il problema fisico sono sereno”.

Il primatista camerunense Emmanuel Eseme si é imposto nella finale in 10”03 (vento a favore di +0.2 m/s) davanti allo statunitense PJ Austin (10”06), al canadese André De Grasse (10”08) e a Cheswill Johnson, che ha corso in 10”09 dopo aver migliorato il record personale con 10”02 prima del programma principale del meeting.

La statunitense Cambrea Sturgis ha vinto la finale dei 100 metri in un eccellente 10”92 con vento contrario di -0.5 m/s davanti alla connazionale Maia McCoy (11”14) e a Chante Chinksale (11”20). All’inizio del meeting Sturgis aveva corso il tempo più veloce delle batterie con 10”94 precedendo McCoy (11”11) e l’ungherese Boglarka Takacs (11”27). Sturgis arrivava dall’eccellente secondo posto sui 200 metri in 21”93 al Kip Keino Classic di Nairobi. Nell’altra batteria la statunitense Kayla White si è imposta in 11”17 con vento a favore oltre la norma di +2.1 m/s nella gara dove l’azzurra Gloria Hooper si è classificata al quinto posto in 11”54.

Cambrea Sturgis: “Mi sono concentrata sull’esecuzione tecnica, cercando di spingere all’uscita dai blocchi e di mantenere il rilassamento necessario per cambiare marcia nella seconda parte della gara. La vittoria a Pretoria mi ha dato la motivazione necessaria per affrontare i Campionati statunitensi. L’obiettivo principale per la stagione 2026 è la costanza delle prestazioni. Il Sudafrica è il luogo ideale per cercare grandi prestazioni cronometrici”.

Lo zambiano Muzala Samukonga, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Parigi 2024 sui 400 metri, ha migliorato il record nazionale nella seconda serie dei 300 metri con 31”38 diventando il sesto uomo più veloce di sempre su questa distanza. Adrian Swaart si è classificato al secondo posto in 31”85. Il sudafricano Lythe Pillay, campione del mondo under 20 a Cali 2022, si è aggiudicato la prima serie in 31”58 davanti al connazionale Gardeo Isaacs (31”77), a Zakhiti Nene (31”85) e al portacolori dello Zimbabwe Thandazani Ndhlov (32”06).

Muzala Samukonga: “Sono sorpreso e felice della prestazione, considerando che per me i 300 metri sono un territorio nuovo. Era la mia prima gara su questa distanza. Credevo di farcela grazie alla mia forza sui 400 metri. Ho apprezzato l’ottimo lavoro organizzativo di Akani Simbine. Gareggiare in Sudafrica è molto più agevole e meno costoso per gli atleti africani rispetto agli atleti africani. Finanzio autonomamente la mia carriera. In Zambia gran parte dell’attenzione e dei fondi sportivi è rivolta al calcio, lasciando poco spazio alle altre discipline sportive”.

La keniana Mercy Oketch ha vinto i 300 metri femminili stabilendo il record nazionale con 35”77. La statunitense Kenondra Davis si è classificata al secondo posto in 35”81 davanti alla sudafricana Marli Viljoen (36”30) e alla statunitense Paris Peoples (36”55).

Mercy Oketch: “Punto a diventare la prima atleta keniana a scendere al di sotto dei 50 secondi sui 400 metri. Ho nel mirino il record africano che resiste da 30 anni. I miglioramenti nella velocità di punta e nella fase di avvio sono la chiave per raggingere questo obiettivo. Mi ispiro a Sydney McLaughlin Levrone. E’ il mio punto di riferimento per raggiungere l’élite mondiale della specialità.

La statunitense Rayniah Jones si è imposta sui 100 metri ostacoli in 12”72 dopo il successo al meeting di Gaborone. La primatista ungherese Luca Kozak si è classificata al secondo posto in 12”88.

La sudafricana Prudence Sekgodiso, campionessa mondiale indoor a Nanchino 2025, ha vinto i 1500 metri femminili migliorando il record personale con 4’08”93.

Il keniano Noah Kibet ha vinto gli 800 metri maschili in 1’44”96 precedendo il britannico Elliot Giles (1’45”82). Il primatista sudafricano Tshepo Tshite si è imposto sui 3000 metri maschili in 7’54”06 dopo il brillante inizio di stagione nel quale ha vinto due gare del World Indoor Tour Gold ssui 3000 metri di Madrid e di Belgrado e il titolo sudafricano sui 1500 metri a Stellebosch.

La croata Sara Kolak, campionessa olimpica a Rio de Janeiro 2016, si aggiudicata il successo nel lancio del giavellotto femminile con 59.23m.

L’indiano Murali Sreeshankar ha vinto il salto in lungo maschile con 8.12m con vento a favore di -1.0 m/s davanti a Divan Manuel (8.07m) e al campione del mondo di Londra 2017 Luvo Manyonga (7.86m).

Il nigeriano Chukuebuka Enekwechi, primatista africano, ha vinto il getto del peso con 21.17m battendo l’azzurro Zane Weir che ha migliorato il personale stagionale con 20.73m. Enekwechi è arrivato in Sudafrica direttamente dagli Stati Uniti dove si è classificato al secondo posto alle Drake Relays di Des Moines. Il sudafricano Aiden Smith si è classificato al terzo posto con 20.50m davanti all’altro azzurro Nick Ponzio (19.65m).

Il Sudafrica ha vinto le due gare delle staffette 4×100 in 38”75 in campo maschile e 43”83 in campo femminile.