Le gare a ostacoli dei mondiali di Eugene

Super sfida tra Holloway e Allen nei 110 H

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Proseguendo la nostra analisi sui possibili grandi protagonisti maschili dei campionati del mondo di Eugene che inizieranno domani, analizzando nel dettaglio le due gare con ostacoli vediamo che la squadra statunitense presenterà un formidabile quartetto nei 110 H formato da Grant Holloway, Devon Allen, Daniel Roberts e Trey Cunningham.

Holloway difenderà il titolo mondiale all’aperto conquistato tre anni fa a Doha in 13”10. Lo scorso Marzo Holloway ha eguagliato il suo record del mondo sui 60 metri ostacoli indoor correndo la semifinale dei Mondiali Indoor di Belgrado in 7”29 prima di vincere la finale in 7”39.

L’ostacolista nato a Chesaspeake in Virginia ma cresciuto atleticamente nel team universitario dei Florida Gators ha stabilito il secondo tempo più veloce della storia con 12”81 in occasione della semifinale dei Trials statunitensi un mese prima di vincere la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Tokyo alle spalle del giamaicano Hansle Parchment.

Holloway ha vinto la semifinale dei Campionati statunitensi in 13”03 ma non ha corso la finale perché si era già assicurato il posto in squadra per i Mondiali essendo in possesso della wild card di campione in carica.

Grant Holloway: “Punto a dare il mio meglio come sempre. Sono in forma per correre in 12”70”.

Devon Allen insegue la prima medaglia mondiale prima di iniziare la sua carriera nel campionato NFL di football americano. Dieci giorni dopo la finale dei Mondiali sui 110 metri ostacoli Allen incomincerà il training camp con i Philadelphia Eagles. Già in passato il ventisettenne dell’Arizona aveva combinato con successo la doppia carriera sportiva a livello universitario con la maglia del team universitario degli Oregon Ducks, per i quali conquistò due titoli NCAA sui 110 metri ostacoli.

Due gravi infortuni al tendine d’Achille hanno convinto Allen a mettere da parte le sue ambizioni nel football americano e a concentrarsi sugli ostacoli. Allen ha vinto tre titoli statunitensi ed è stato due volte finalista alle Olimpiadi (quinto a Rio de Janeiro 2016 e quarto a Tokyo 2021) e settimo nella finale dei Mondiali di Doha 2019. L’anno scorso Allen ha vinto al meeting di Losanna e nella finale della Diamond League di Zurigo oltre a scendere per la prima volta in carriera sotto i 13 secondi con 12”99 a Zagabria.

Nel corso della stagione 2022 Allen ha vinto al meeting di New York in 12”84 davanti a Holloway stabilendo il terzo tempo mondiale della storia. Soltanto il primatista mondiale Aries Merritt (12”80) e Grant Holloway (12”81) hanno fatto meglio di Allen. Allen ha vinto due gare consecutive di Diamond League a Oslo in 13”22 e a Parigi in 13”20 e si è qualificato a fatica per i Mondiali di Eugene classificandosi al terzo posto in 13”09 per tre soli millesimi di secondo su Jamal Britt.

Quest’anno Allen sentito forte il richiamo del football americano. Lo scorso Aprile ha impressionato i talent scouts NFL correndo le 40 yards in 4”35 e questo gli ha permesso di firmare un contratto di tre anni per giocare nella massima lega professionistica di football americano. Già in passato grandi campioni dell’atletica statunitense come il campione olimpico dei 100 metri di Tokyo 1964 Bob Hayes e l’ex primatista mondiale dei 110 ostacoli Renaldo Nehemiah avevano giocato a football americano. Anche lo stesso Holloway ha giocato a football americano ma ha scelto la strada dell’atletica per evitare i rischi di subire infortuni.

Devon Allen: “L’obiettivo è arrivare pronto ai Mondiali, vincere la medaglia d’oro, battere il record del mondo e iniziare il training camp il 18 Maggio”.

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I 110 metri ostacoli non si limiteranno alla sola sfida tra Holloway e Allen perché ci saranno tanti altri protagonisti.

Due di questi sono Daniel Roberts e Trey Cunningham. Roberts ha vinto il secondo titolo statunitense a Eugene in 13”03 bissando il successo del 2019 quando si impose davanti a Holloway, suo rivale fin dalle gare universitarie.

Cunningham ha fatto l’en-plein vincendo i titoli NCAA del 2022 sui 60 metri ostacoli indoor in 7”38 e sui 110 metri ostacoli outdoor in 13”00. L’atleta di Florida State si è qualificato per la prima volta in carriera per un campionato del mondo grazie al secondo posto ai Campionati statunitensi di Eugene in 13”08.

Il team giamaicano é formato dal campione olimpico di Tokyo Hansle Parchment, vincitore nella tappa della Diamond League di Birmingham in 13”09 e ai Campionati nazionali di Kingston in 13”14, e dai giovani Rasheed Broadbell e Orlando Bennett, secondo e terzo classificato ai Campionati giamaicani di Kingston correndo rispettivamente in 13”20 e in 13”28.

L’équipe francese sarà un mix di esperienza e di gioventù con il trentenne Pascal Martinot Lagarde, vice campione mondiale indoor a Belgrado 2022 e oro agli Europei outdoor di Berlino 2018, e il ventenne Sasha Zhoya, campione del mondo under 20 a Nairobi 2021 e vincitore ai Campionati nazionali di Caen in 13”17.

Gli altri ostacolisti da seguire sono il brasiliano Rafael Pereira, campione nazionale a Rio de Janeiro con il personale di 13”17, lo svizzero Jason Joseph, campione europeo under 23 e primatista nazionale con 13”12, e il polacco Damian Czykier, primatista nazionale sui 60 metri ostacoli con 7”48 e sui 110 metri ostacoli con 13”25.

400 metri ostacoli

Il bronzo olimpico Alison Dos Santos è imbattuto in questa stagione sui 400 metri ostacoli e ha stabilito quattro dei migliori cinque tempi al mondo nel 2022. L’ostacolista brasiliano ha vinto quattro gare consecutive di Diamond League a Doha (47”24), Eugene (47”23), Oslo (47”26) e Stoccolma con lo straordinario tempo di 46”80, crono più veloce al mondo nel 2022.

In carriera ha corso più velocemente soltanto in occasione del terzo posto con il primato sudamericano di 46”72 alle Olimpiadi di Tokyo. Dos Santos salì sulla ribalta nel 2018 quando vinse la medaglia di bronzo ai Mondiali under 20 di Tampere.

Nel 2019 vinse la medaglia d’oro alle Universiadi di Napoli e si piazzò al settimo posto ai Mondiali di Doha con il primato sudamericano under 20 di 48”28. A soli 10 mesi è rimasto vittima di un incidente domestico che gli ha causato ustioni di terzo grado sul volto.

Alison Dos Santos: “La finale olimpica è stata straordinaria. Non so ancora come descrivere questa gara”.

Karsten Warholm arriva all’appuntamento iridato senza gare in questa stagione dopo l’infortunio muscolare alla coscia subito in occasione della tappa della Diamond League di Rabat. Il campione norvegese non ha concluso una gara dalla finale della Diamond League di Zurigo vinta in 47”35.

Warholm ha stabilito il primato del mondo correndo in un sensazionale 45”94 nella finale olimpica di Tokyo e detiene due dei migliori tre tempi e quattro dei dieci crono più veloci della storia.

Leif Olav Alnes, allenatore di Warholm, ha affermato in una recente intervista di essere ottimista circa le possibilità del suo allievo di tornare in forma ai Mondiali considerando la gravità dell’infortunio.

Warholm torna a Eugene a sette anni di distanza dai Mondiali Under 20 nella città dell’Oregon. In quell’occasione gareggiò nel decathlon.

Karsten Warholm: “E’ stato un periodo impegnativo. Non avevo mai affrontato un simile problema. E’ stato un contrattempo serio, ma le cose vanno meglio di giorno in giorno. La condizione non è ideale dopo uno stop di cinque settimane, ma nelle settimane precedenti avevo lavorato al meglio in funzione dei Mondiali. Se riuscirò a difendere il mio titolo sarò felicissimo. Sto facendo la scommessa più grande della mia carriera. Userò la mia esperienza. Ho molto rispetto per i miei avversari.

La crescita di Ds Santos non mi sorprende. Non vedo l’ora di gareggiare a Eugene. Mi piacciono le sfide e gareggiare in diverse specialità del decathlon in passato mi ha dato la motivazione di cui avevo bisogno in allenamento e nelle gare. Mi sono divertito molto a gareggiare nelle prove multiple.

Quando il mio allenatore mi propose di provare i 400 metri ostacoli, ero d’accordo sul fatto di provare questa specialità per un anno, ma inizialmente volevo rimanere concentrato sulle prove multiple. Sappiamo tutti come è andata”.

Raj Benjamin ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Tokyo stabilendo il record nord americano e la seconda performance mondiale all-time con 46”17.

In questa stagione l’ostacolista nato negli Stati Uniti da genitori originari di Antigua e Barbuda si è piazzato al secondo posto dietro a Dos Santos nella prima tappa della Diamond League di Doha in 47”49 e ha vinto ai Campionati statunitensi di Eugene in 47”04 nonostante una preparazione condizionata dal covid e da un infortunio alla coscia.

Benjamin si mise in luce nel 2018 quando vinse il titolo NCAA a Eugene in 47”02 eguagliando il tempo con il quale il grande Edwin Moses realizzò il primato mondiale a Coblenza nel 1983. Benjamin ha fatto parte del celebre team di atletica dei Trojans della University of Southern California e si allena con l’amico Michael Norman sotto la guida di Quincy Watts, campione olimpico sui 400 metri a Barcellona nel 1992.

Raj vanta personali di 10”03 sui 100 metri, di 19”99 sui 200 metri, di 44”31 sui 400 metri. Suo padre è stato un campione di cricket.

Trevor Bassitt e Khalifah Rosser faranno parte della squadra statunitense insieme a Benjamin. Bassitt ha vinto la medaglia d’argento sui 400 metri ai Mondiali indoor di Belgrado lo scorso Marzo e si è piazzato al secondo posto alle spalle di Benjamin ai Campionati statunitensi stabilendo il record personale con 47”47.

Rosser si è piazzato al terzo posto ai Campionati statunitensi migliorandosi con 47”65.

Il finalista olimpico Rasmus Magi ha stabilito il record estone con un eccellente 47”82 ai Paavo Nurmi Games di Turku e si è piazzato secondo dietro a Dos Santos a Oslo in 48”51.

Il turco Yasmani Copello ha vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Rio 2016 e ha eguagliato il primato nazionale correndo in 47”81 in occasione del sesto posto nella finale olimpica di Tokyo. Copello ha vinto la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo di Orano in Algeria stabilendo il primato stagionale con 48”27.

Kyron McMaster delle Isole Vergini Britanniche si è piazzato al quarto posto alle Olimpiadi di Tokyo in 47”08. Nelle settimane di avvicinamento ai Mondiali ha realizzato il personale stagionale a Stoccolma con 48”58.

Il due volte campione mondiale under 20 Jaheel Hyde ha vinto il titolo giamaicano in 48”51 lo scorso Giugno.

Mario Lambrughi rappresenterà I colori azzurri a coronamento di una bella stagione nella quale ha vinto il titolo italiano sui 400 metri ostacoli con 49”22 a Rieti e si è piazzato secondo sui 400 metri agli Assoluti indoor di Ancona.

In questa stagione il trentenne brianzolo ha gareggiato molto all’estero per ottenere i punti necessari per il ranking. Ha sfiorato il record personale con 49”03 a Savona prima di realizzare 49”75 a Bydgoszcz, 49”21 a Turku e 49”29 ai Giochi del Mediterraneo di Orano dove si è piazzato al quinto posto.

Fino ai 17 anni ha giocato a basket ma andava spesso in panchina perché era il più basso della squadra. Nelle gare scolastiche si distingueva vincendo sia nelle campestri sia nei salti. Ha deciso così di provare con l’atletica allenandosi su un pistino in assenza di una pista completa.

Ha iniziato con i 110 metri ostacoli seguito dal giovane tecnico Simone Vimercati. Nel 2016 ha realizzato il miglior tempo italiano dell’anno con 49”35 a Lignano Sabbiadoro. Nel 2018 è diventato il quarto italiano di sempre con 48”99 a Rieti. Mario ha ereditato la passione per l’atletica dal padre, mezzofondista amatoriale, e dalla madre, insegnante di educazione fisica.

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