Grande attesa per i 100 metri uomini ai mondiali di Eugene

La presentazione delle tre gare veloci maschili dei campionati che inizieranno tra due giorni

Il vice campione olimpico dei 100 metri Fred Kerley è il grande favorito per il titolo nella distanza più veloce dell’atletica dei campionati mondiali che inizieranno a Eugene, in Oregon, tra due giorni e che vedranno proprio le batterie dei 100 nella giornata inaugurale.

Kerley, che ha conquistato la vittoria ai campionati statunitensi proprio sulla pista di Hayward Field con il miglior crono mondiale dell’anno di 9”76, realizzando anche in precedenza 9″83 in batteria e 9″77 in semifinale, nel corso della prima parte della stagione ha vinto i 100 metri al Golden Gala di Roma in 9”92 e si è piazzato al secondo posto nel meeting del Continental Tour Gold di Nairobi in 9”92 e al Prefontaine Classic di Eugene in 9”98.

Lo statunitense insegue la quarta medaglia mondiale della sua carriera dopo aver vinto quella d’argento nella staffetta 4×400 a Londra 2017, il bronzo sui 400 metri e l’oro nella staffetta 4×400 nell’ultima edizione dei mondiali di Doha 2019.

Kerley, che è uno dei tre velocisti insieme a Michael Norman e a Wayde Van Niekerk ad essere scesi sotto i 10 secondi sui 100 metri con 9”76, sotto i 20 secondi sui 200 metri con 19”76 e sotto i 44 secondi sui 400 metri con 43”64, lo scorso settembre ha vinto i 100 metri nella finale della Wanda Diamond League a Zurigo in 9”87.

Fred è cresciuto a Taylor, una cittadina a 30 minuti da Austin in Texas, con la zia Virginia che lo ha adottato insieme ai suoi quattro fratelli e sorelle. Oltre a loro e ai propri figli la zia accolse anche quelli di un altro fratello per un totale di tredici bambini. Fino alle superiori si è dedicato al football americano e al basket, ma nell’ultimo anno si è fratturato la clavicola e da allora si è concentrato sullo sprint.

Anche il fratello minore Mylik ha corso su buoni livelli nelle gare universitarie statunitensi realizzando un primato personale di 44”85 sui 400 metri nel 2017 sulla pista di Sacramento in California.

Fred Kerley: “Considero mia zia come la figura più importante della mia vita. Senza di lei non so che fine avrei fatto. Mio padre era finito in carcere e mia madre aveva fatto scelte sbagliate quando io avevo soltanto due anni”.

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Il probabile grande avversario di Kerley nella lotta per la vittoria dovrebbe essere il connazionale Trayvon Bromell che è tornato nelle condizioni di forma dello scorso anno vincendo i 100 metri al Prefontaine Classic di Eugene in 9”93 e si é qualificato per i mondiali di Eugene grazie al terzo posto, alle spalle di Kerley e di Marvin Bracy Wiliams, nella finale dei campionati statunitensi di Eugene in 9”88 dopo aver corso la semifinale in 9”81.

Bromell è tornato a grandi livelli lo scorso anno vincendo la finale dei Trials olimpici di Eugene in 9”80 ma è stato eliminato in semifinale alle Olimpiadi di Tokyo.

Trayvon Bromell: “Non sono riuscito a rendere alle Olimpiadi. Sono motivato a riscattare la delusione per la mancata qualificazione alla finale olimpica di Tokyo. La mia mentalità è diversa quest’anno. Sono affamato ogni volta che metto il piede in pista. I Mondiali di Eugene sono una vetrina per gli atleti statunitensi.

Quando gareggiamo in casa siamo ancora più motivati. Quello che avete visto ai Campionati nazionali è soltanto la ciliegina. Ai Mondiali vedrete l’intera torta.”

Come Kerley, non ha avuto un’infanzia facile. Sua madre lavorava dodici ore al giorno per crescere lui e i suoi tre fratelli. Fin da piccolo Trayvon ha avuto una serie infinita di infortuni.

Trayvon si mise in luce nel 2014 quando stabilì il primato del mondo under 20 sui 100 metri con 9”97 nel corso delle finali NCAA di Eugene. Nell’estate dello stesso anno vinse l’argento sui 100 metri e l’oro nella staffetta ai Mondiali under 20 di Eugene. Ai Campionati statunitensi del 2015 conquistò il posto nella squadra statunitense per i Mondiali di Pechino grazie al secondo posto in 9”96 dopo aver corso la batteria in 9”84.

Ai Mondiali di Pechino Bromell si aggiudicò il bronzo ex aequo con André De Grasse nella gara vinta da Usain Bolt. Nel 2016 conquistò il titolo mondiale indoor sui 60 metri in 6”47 ma incominciò ad accusare problemi ai tendini d’Achille. I problemi tendinei si aggravarono durante la finale dei 100 metri delle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 dove si piazzò all’ottavo posto in 10”06.

Riuscì a correre la staffetta 4×100 grazie agli antidolorifici. Fu operato più volte e ha avuto problemi a camminare, ma ha trovato la via della rinascita grazie alla fede. Agli infortuni si sono aggiunti i gravi problemi di salute della sua storica allenatrice Garlynn Boyd, che è stata una sorta di seconda mamma per Trayvon. Boyd si é dovuta amputare la gamba destra a causa del diabete ed è morta anche per le conseguenze del covid.

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Marvin Bracy Williams si é qualificato per i Mondiali grazie al secondo posto ai Campionati statunitensi con il record personale di 9”85. In questa stagione ha vinto la medaglia di bronzo ai Mondiali Indoor sui 60 metri in 6”44 a Belgrado alle spalle di Marcell Jacobs e Christian Coleman. In passato Bracy ha giocato a football americano per gli Indianapolis Colts e per i Seattle Seahawks.

Christian Coleman ha stabilito il personale stagionale correndo in 9”81 nella semifinale dei Campionati statunitensi sfiorando per cinque centesimi il record personale di 9”76 che gli permise di vincere la medaglia d’oro ai Mondiali di Doha nel 2019. Non ha corso la finale dei Campionati statunitensi perché è in possesso della wild card essendo campione del mondo in carica.

Il campione olimpico dei 100 metri e della staffetta 4×100 Marcell Jacobs, di cui si hanno pochissime notizie negli ultimi giorni ma che proprio poche ore fa ha sciolto la riserva sulla sua presenza e sarà regolarmente sui blocchi di partenza, ha vinto quest’anno il titolo mondiale indoor sui 60 metri con il primato europeo di 6”41.

La sua preparazione ai Mondiali di Eugene è stata complicata da un’elongazione muscolare subita al meeting di Savona dove ha corso i 100 metri in 10”04 in batteria e in 9”99 in finale con vento a favore.

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Dopo 38 giorni di pausa Jacobs è tornato in gara ai Campionati Italiani dove ha vinto il quinto titolo nazionale sui 100 metri in 10”12 con vento contrario di -0.9 m/s battendo Chituru Ali e Filippo Tortu. Jacobs ha rinunciato a gareggiare a Stoccolma per un piccolo problema al gluteo.

Sarà in gara per i colori italiani anche il comasco Chituru Ali, che si è migliorato più volte in questa stagione portando il personale prima a 10”18 a Savona e a 10”15 a Madrid prima di piazzarsi secondo ai Campionati italiani di Rieti cn 10”16 nonostante il vento contrario. Per la sua stazza fisica (è alto 1.98m) ricorda in parte il grande Usain Bolt.

André De Grasse é iscritto ai 100 e 200 metri e alla staffetta 4×100. Lo sprinter canadese proverà ad arricchire la sua bacheca che comprende un totale di dieci medaglie (sei alle Olimpiadi e quattro ai Mondiali).Alle Olimpiadi di Tokyo ha vinto il bronzo sui 100 metri eguagliando il primato personale con 9”89.

Nel 2022 ha vinto una gara di Diamond League in 10”05. Questa stagione è stata complicata da un infortunio e da un problema di covid ma il canadese è sempre riuscito ad esprimersi al massimo livello nei grandi appuntamenti.

Il velocista nato a Scarborough nell’Ontario ha ereditato il suo talento dalla madre Beverley De Grasse, ex velocista a livello di high school a Trinidad and Tobago che si trasferì in Canada a 26 anni. Il padre Alexander Waithe arrivò in Canada dalle Barbados quando non aveva ancora 20 anni.

Nella sua prima gara di 100 metri alle high school si piazzò secondo in 10”91 correndo con pantaloni da basket, scarpe prese in prestito e senza blocchi di partenza. Fu notato dal suo futuro coach Tony Sharpe. De Grasse salì sulla ribalta sulla pista vincendo i titoli NCAA sui 100 e sui 200 metri in 9”75 e 19”58 con vento a favore. Dalla relazione con l’ostacolista statunitense Nia Ali, De Grasse è diventato padre di due bambini.

Il team giamaicano schiera Yohan Blake e le stelle emergenti Oblique Seville e Akeem Blake. Yohan Blake, campione mondiale sui 100 metri a Daegu 2011 e argento olimpico a Londra 2012 sui 100 e sui 200 metri, ha vinto di recente i Trials giamaicani in 9”85.

Oblique Seville, allenato da Glenn Mills (coach del grande Usain Bolt), ha migliorato il primato personale correndo in 9”86 lo scorso 21 Maggio e si è piazzato al secondo posto ai Campionati Giamaicani n 9”88 precedendo Akeem Blake, arrivato al personale con 9”93.

Ferdinand Omanyala punta all’obiettivo di diventare il primo velocista keniano a raggiungere la finale dei Mondiali sui 100 metri. Omanyala ha corso la semifinale olimpica in 10”00 a Tokyo e ha migliorato il record africano correndo in 9”77 nella tappa del Continental Tour di Nairobi lo scorso Settembre.

In questa stagione Omanyala ha vinto ancora al meeting di Nairobi in 9”85 battendo Kerley e al Castiglione meeting di Grosseto in 10”11. Nel mese di Giugno si è imposto sia ai Campionati africani correndo in 9”93 con vento a favore sia ai Trials keniani in 10”03.

Il nome nuovo da seguire è il diciannovenne Letsile Tebobo, che ha vinto il titolo mondiale under 20 sui 100 metri e l’argento sui 200 metri ai Mondiali Under 20 di Nairobi 2021. In questa stagione lo sprinter del Botswana ha corso i 100 metri in 9”96 a Gaborone. Ha debuttato sulla pista di Hayward Field in occasione del Prefontaine Classic dello scorso 28 Maggio dove ha corso in 10”12.

200 metri maschili

I 200 metri si preannunciano come la gara clou dei Campionati per la presenza del formidabile quartetto statunitense comprendente il campione in carica Noah Lyles, Erriyon Knighton, Fred Kerley e Kenny Bednarek.

Lyles insegue il secondo titolo mondiale sui 200 metri a tre anni di distanza dal trionfo a Doha nel 2019 in 19”83. Lo sprinter di Gainesville in Florida ha vinto due straordinarie gare in 19”61 a New York (terzo miglior crono della sua carriera dopo il 19”50 di Losanna e il 19”52 del Prefontaine Classic di Eugene dell’anno scorso) e in 19”67 nella gara dei Campionati statunitensi vinta per due centesimi di secondo davanti a Erryion Knighton.

Il fratello Josephus Lyles si è meritato il posto nella squadra della 4×100 come riserva grazie al quinto post ai Campionati statunitensi di Eugenein 19”93. Lyles festeggerà il suo venticinquesimo compleanno il 18 Luglio, giorno in cui disputerà le batterie dei 200 metri.

Noah Lyles: “Volevo assolutamente vincere per dimostrare di essere ancora il più forte. Dopo il terzo posto alle Olimpiadi di Tokyo molti stavano incominciando a dubitare di me. Sono deluso che sia successo diverse volte e non voglio che succeda più”.

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Knighton è salito al quarto posto nelle liste mondiali all-time sui 200 metri correndo in un formidabile 19”49 a Baton Rouge che gli ha permesso di superare Lyles. Soltanto Usain Bolt, Yohan Blake e Michael Johnson hanno corso più velocemente di Knighton nella storia.

Il formidabile diciottenne migliorò il record mondiale under 18 di Usain Bolt nelle batterie dei Trials olimpici statunitensi dello scorso anno. Successivamente tolse a Bolt i primati mondiali under 20 su questa distanza correndo la semifinale in 19”88 e la finale in 19”84.

E’ diventato il più giovane atleta statunitense a qualificarsi per le Olimpiadi dai tempi del mezzofondista Jim Ryun alle Olimpiadi di Tokyo 1964. Alle Olimpiadi di Tokyo Knighton si è piazzato al quarto posto in 19”93. Ha firmato un contratto da professionista per Adidas a soli 18 anni nel 2021. In passato ha giocato anche a football americano e ha ricevuto offerte di borse di studio da sei università per questo sport.

Kerley ha corso il miglior tempo stagionale di 19”80 nella tappa del Continental Tour di Walnut battendo d tre centesimi di secondi Michael Norman e si è piazzato al terzo posto ai Campionati statunitensi di Eugene in 19”83.

Bednarek ha vinto la medaglia d’argento olimpica migliorando il personale con 19”68 e si è imposto nella finale della Diamond League a Zurigo con 19”70. Quest’anno ha vinto due gare consecutive di Diamond League a Rabat e a Roma e si è piazzato al quarto posto ai Campionati statunitensi di Eugene in 19”87. Potrà gareggiare ai Mondiali grazie alla wild card assegnata di diritto al campione del mondo in carica Noah Lyles.

De Grasse ha vinto la medaglia d’oro olimpica sui 200 metri a Tokyo migliorando il record canadese con 19”62 e si è piazzato secondo nella finale della Diamond League a Zurigo in 19”70.

Il liberiano Joseph Fahnbulleh si è messo in luce l’anno scorso piazzandosi al quinto posto nella finale olimpica di Tokyo in 19”98. Fahnbulleh ha vinto 100 e 200 metri alle Finals NCAA di Eugene lo scorso Giugno correndo rispettivamente in 10”00 e in 19”83. Lo sprinter africano è nato a Hopkins in Minnesota da genitori liberiani.

Il sudafricano Luxolo Adams è stato una delle rivelazioni nella prima parte della stagione con il secondo posto al Golden Gala e la vittoria al meeting di Parigi Charlety con il record personale di 19”82.

Il trinidegno Jereem Richards ha optato per i 200 metri dopo aver vinto il titolo mondiale indoor in 45”00 a Belgrado lo scorso Marzo. Richards vinse la medaglia di bronzo sui 200 metri e l’oro nella staffetta 4×400 ai Mondiali di Londra 2017.

Gli altri sprinter da seguire sono il canadese Aaron Brown, sesto nella finale olimpica di Tokyo in 20”20 e campione nazionale in 20”03 a Langley, il portacolori della Repubblica Dominicana Alexander Ogando, secondo al meeting di Parigi in 20”03, e il canadese Jerome Blake, che ha corso in 20”04 a Walnut, e il britannico Nethaneel Mitchell Blake, vincitore ai Campionati nazionali di Manchester in 20”05 e campione del mondo con la staffetta 4×100 a Londra nel 2017.

Filippo Tortu proverà a migliorare il record personale di 20”11 realizzato lo scorso Settembre a Nairobi. Lo sprinter brianzolo arriva all’appuntamento di Eugene in buone condizioni e carico di fiducia dopo il buon 20”15 realizzato al meeting svizzero di La Chaux de Fonds.

L’altro campione olimpico della staffetta 4×100 Fausto Desalu ha corso tre volte in Diamond League a Rabat (20”54), Roma (20”59) e a Parigi (20”52) ma ha dovuto rinunciare agli Assoluti di Rieti per un fastidio ad un piede. Tortu e Desalu sono secondo e terzo nelle liste italiane all-time alle spalle di Pietro Mennea.

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400 metri

Lo statunitense Michael Norman insegue il primo titolo individuale della sua carriera in una rassegna globale come Mondiali e Olimpiadi. Nelle sue precedenti partecipazioni nelle grandi manifestazioni di campionato Norman non si è qualificato per la finale ai Mondiali di Doha 2019 a causa di un infortunio e si è piazzato al quinto posto alle Olimpiadi di Tokyo 2021, dove si è però riscattato vincendo la medaglia d’oro nella staffetta 4×400.

Norman ha vinto I 400 metri al Prefontaine Classic di Eugene dello scorso 28 Maggio in 43”60 e ai Campionati statunitensi di Eugene in 43”56 battendo il primato della pista di Hayward Field. Il versatile sprinter statunitense è uno dei tre atleti della storia ad essere scesi sotto i 10 secondi sui 100 metri, sotto i 20 secondi sui 200 metri e sotto i 44 secondi sui 400 metri.

Michael Norman: “Ho un ottimo passato ad Hayward Field. Penso di avere un leggero vantaggio. Ho lavorato duramente in allenamento e a tavola sono stato molto attento con la dieta. Mi sto allenando per fare qualcosa di speciale nel momento giusto”.

Oltre a Norman soltanto un altro quattrocentista è sceso sotto i 44 secondi in questa stagione. Si tratta di Champion Allison, secondo classificato ai Campionati statunitensi in 43”70. Allison si è piazzato al secondo posto in 44”41 ai Campionati NCAA di Eugene.

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Randolph Ross si é qualificato per i Mondiali di Eugene grazie al terzo posto ai Campionati statunitensi in 44”17. Nel corso del 2022 Ross ha vinto i titoli NCAA indoor in 44”62 e outdoor in 44”13. Il figlio dell’ex ostacolista Duane Ross è sceso sotto la barriera dei 44 secondi per la prima volta nella sua carriera con 43”85 in occasione del primo titolo NCAA outdoor nel 2021.

Il campione olimpico della staffetta 4×400 Michael Cherry gareggerà a Eugene con una wild card grazie alla vittoria nella finale della Diamond League di Zurigo dello scorso anno in 44”41. Cherry ha migliorato il record personale correndo in 44”03 a Bruxelles. Nel 2022 vanta un personale stagionale di 44”28 realizzato a Walnut lo scorso Aprile e un terzo posto al Golden Gala di Roma in 45”24.

Il grenadino Kirani James proverà a vincere la terza medaglia ai Mondiali dopo l’oro di Daegu 2011 in 44”60 e l’argento a Pechino in 43”78. Dopo un lungo stop a causa del Morbo di Graves James è tornato a grandi livelli con un buon quinto posto ai Mondiali di Doha.

In questa stagione il caraibico cresciuto negli Stati Uniti ha vinto due gare di Diamond League a Roma in 44”54 e a Oslo in 44”78 e si è piazzato secondo a Eugene con il personale stagionale di 44”02.

Wayde Van Niekerk é tornado a buoni livelli correndo in 44”58 nel meeting dell’American Track League di Marietta negli Stati Uniti. Il sudafricano ha vinto due titoli mondiali a Pechino 2015 e Londra 2017 e l’oro olimpico a Rio de Janeiro 2016 con il record del mondo di 43”03.

Wayde Van Niekerk: “Ho fatto un passo in avanti. Sono contento di aver concluso la gara in salute e non vedo l’ora della prossima gara.

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Il britannico Matthew Hudson Smith ha battuto il record nazionale di Iwan Thomas con 44”35 al Prefontaine Classic di Eugene. L’atleta nativo di Wolverhampthon nelle West Midlands potrebbe attaccare lo storico record europeo stabilito dal tedesco Thomas Schoenlebe con 44”33 ai Mondiali di Roma nel 1987.

In chiave europea sono da seguire gli azzurri Edoardo Scotti e Davide Re, finalisti olimpici con la staffetta 4×400 con il record italiano con 2’58”81 e campione italiano a Rieti, il belga Kevin Borlée, campione europeo a Barcellona nel 2010 e medaglia di bronzo mondiale con la staffetta 4×400 a Doha nel 2019 e lo svizzero Ricky Petrucciani, campione europeo under 23 a Tallin nel 2021 in 45”03.

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