Tamberi quarto con 2,33 nella finale dell’alto di Eugene

Ennesima grande dimostrazione del carattere di Gimbo, che viene beffato da un errore di troppo nella gara vinta dal solito fenomeno Barshim.

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Nella quarta giornata dei Mondiali di Eugene in Oregon, Gianmarco Tamberi ottiene il miglior risultato possibile nelle condizioni psico-fisiche non ottimali da lui vissute attualmente, e sfiora la medaglia di bronzo in una gara di salto in alto dai contenuti non eccelsi, dove bastava proprio la quota di 2,33 come da noi previsto alla viglia, a patto di non fare troppi errori.

Il carattere, la classe, la capacità di Gimbo nel tirare fuori il meglio di se in tutte le occasioni più importanti ha, in ogni caso, prevalso ancora e certamente non si può non essere fieri di questo eccezionale campione.

Il successo è andato, ancora una volta, all’orgoglio del Qatar Mutaz Barshim, che ha confermato il suo titolo di tre anni fa in patria con la stessa misura con cui l’anno scorso condivise l’oro olimpico proprio con Gianmarco, 2.37, in una sequenza priva di errori, mentre l’argento è andato al coreano Sanghyeok Woo che, con 2.35, ha realizzato il record nazionale.

La medaglia di bronzo sfuggita a Tamberi è andata invece sul collo dell’ucraino Andriy Protsenko, bravo come sempre ad emergere nei momenti importanti della competizione, dopo che all’inizio era sembrato molto meno in condizione dello stesso Gimbo, ma poi ha superato il 2.33 decisivo alla prima, mentre Tamberi è riuscito solo al secondo tentativo.

Le dichiarazioni di Gimbo: “C’ho messo il cuore, come avevo promesso e tornare con la medaglia di legno brucia, ma poteva andare molto peggio, viste le condizioni in cui mi sono presentato qui, è un Mondiale positivo per me.

Mi sono trovato con le spalle al muro in due occasioni stasera, a 2,30 e a 2,33, ma riuscire nei momenti di difficoltà è la mia caratteristica migliore. Mi spiace perché perdere una medaglia così brucia, ma se proprio dovevo farlo, allora sono contento che ci sia riuscito Protsenko, loro hanno bisogno più di noi di una speranza. Ora Monaco, anche se, ad essere sincero, la testa l’avevo solo sul Mondiale“.

La finale dei 3000 siepi uomini

Gara molto tattica ed un finale esplosivo che vede l’azzurro Ahmed Abdelwahed piazzarsi al dodicesimo posto con 8’33″43, due posizioni migliori di quanto riuscito a fare lo scorso anno nella finale olimpica di Tokyo, e dimostrando una notevole costanza di rendimento a livello mondiale.

Vittoria e conferma della supremazia nella specialità per il marocchino Soufiane El Bakkali, il campione olimpico, favorito della vigilia che vince in 8’25″13 davanti all’etiope Lamecha Girma, argento, con il bronzo che va al keniano Conseslus Kipruto.

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