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Quante volte si cercano delle scuse per descrivere insuccessi, fallimenti, perdite. Si cercano e si trovano spiegazioni apparentemente logiche che però nulla hanno a che vedere con la performance vera e propria.

Si descrive quindi la realtà, anche con spiegazioni complete e veritiere, il problema è che spesso si trovano spiegazioni e scuse che vanno al di là della prestazione stessa.

Ancor peggio è il cercare scuse prima di una gara per descrivere come sia impossibile vincere, correre bene, veloce, perché si presenta una particolare situazione che però elude appunto la prestazione.

Questo modo di pensare e di porsi l’ho coniato come la “Logica delle scuse“.

Si sentono Atleti che prima della competizione siano convinti che sia impossibile vincere o di ottenere una buona prestazione, perchè c’è vento, perché la corsia ricevuta non é la preferita, perché fa freddo, perché fa caldo, perché ci sono dei ritardi.

Si descrive spesso perfettamente la realtà, concentrandosi su aspetti che sono però oggettivamente indipendenti da noi, su cui non abbiamo alcun potere. Si utilizza quindi la realtà per trovare scuse e spesso per nascondere poi paure.

La cosa peggiore è che ci si concentra su di esse, sul vento, sulla corsia, sulla pioggia, dimenticandosi la cosa importante su cui ci si deve sempre concentrare: la gara e correre bene.

Il principio della realtà dice che la realtà è quella che è, non quella che vorremmo che fosse.

Partendo da questo principio vediamo, quindi, quanto la capacità di adattamento sia fondamentale: bisogna adattarsi a tutto. Se si aspettano le condizioni ideali probabilmente non si avrà mai la possibilità di ottenere prestazioni al limite delle proprie possibilità.

Una volta che si riesce a tirar fuori il meglio di se in condizioni difficili, quando avremo condizioni per noi ottimali non correremo forte, ma fortissimo.

Spesso queste “scuse” sono delle e vere proprie credenze, dogmi, che sono dei limiti interni molto forti e ostacoli per le nostre performance.

Quale è il problema? Se un Atleta rimane convinto che in prima corsia sia impossibile correre bene, quando gli capita la prima corsia in gara molto probabilmente correrà male.

Questo non farà altro che confermare e rinforzare le sue credenze che lo continueranno sempre più a boicottare. Queste sono infatti chiamate “Credenze limitanti“.

Il mio consiglio è, prima di una gara, di focalizzarsi su di essa e su aspetti che siano dipendenti da voi. Per il resto ci si deve adattare, la capacità di adattamento è una dote che ha permesso ai nostri avi di sopravvivere e che è fondamentale nella vita, come anche nello sport. Se volete tirar fuori il meglio di voi adattatevi a tutto.

Non ci sono scuse, non ci sono credenze, non ci sono limiti se non nella vostra testa.
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