Nicola Olyslagers ha vinto i titoli mondiali sia indoor sia outdoor nel corso di una stagione 2025 da incorniciare. Lo scorso marzo la fuoriclasse australiana ha trionfato nella rassegna iridata al coperto a Nanchino con la misura di 2.01m precedendo la connazionale Eleanor Patterson e la primatista del mondo Yaroslava Mahuchik.

Durante la stagione outdoor Olyslagers ha conquistato la vittoria nella finale della Diamond League disputata in Sechselautenplatz a Zurigo con il record dell’Oceania e la migliore prestazione mondiale dell’anno di 2.04m e il primo titolo mondiale outdoor a Tokyo con 2.00m.

E’ stato un anno fantastico, ma sono ancora più eccitata per il futuro. Normalmente dopo un grande campionato torniamo subito a gareggiare, ma nel modo in cui è stato strutturato il calendario nel 2025, i Campionati del mondo erano l’ultimo appuntamento della stagione. E’ stato bello perché significava che durante tutta la stagione si poteva festeggiare un giorno ma era sempre necessario rimanere concentrarsi sulle competizioni future”, ha affermato Olyslagers.

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Olyslagers ha ripreso la preparazione dopo un periodo di pausa che le ha permesso di ricaricare le batterie per affrontare al meglio la stagione 2026.

Sono abituata a prendermi una lunga pausa alla fine della stagione. Questo è il periodo che serve per preparare il mio fisico alla ripresa degli allenamenti, rielaborare mentalmente tutto quello che è successo e fissare gli obiettivi per il futuro. Durante il periodo di pausa cerco di fare tutte le cose che non sono riuscita a fare durante la stagione agonistica, come fare lunghe passeggiate attraverso i parchi nazionali dell’Australia e dipingere i battiscopa a casa. Una volta completate le attività elencate nella lista, ho di nuovo la testa libera e mi sento pronta per affrontare una nuova stagione”.

Olyslagers ha origini croate da parte della madre, che proviene dall’isola di Korcula. Ha iniziato con l’atletica all’età di sette anni. Da piccola vinceva gare in tutte le specialità dai 200 metri al getto del peso e si ispirava al suo idolo Blanka Vlasic. I genitori l’hanno avviata all’atletica con Little Athletics, un progetto di gare di atletica giovanili rivolte ai ragazzi fino a 16 anni. Olyslagers è allenata da 14 anni dal coach Matt Horsell. Ha gareggiato con il cognome da nubile McDermott fino all’Aprile 2022, qando ha sposato Rhys Olyslagers.

Olyslagers è una devota cristiana evangelica. La fede in Gesù Cristo è centrale nella sua vita e nel suo percorso di atleta ed è fonte di forza. Crede che Gesù le abbia permesso di affrontare la competizione con gioia e senza il peso dell’attaccamento alla performance.

In occasione della sua intervista rilasciata in occasione dei World Athletics Awards di Montecarlo, Olyslagers ha ripercorso le fasi iniziali della sua carriera.

Quando avevo 20 anni, lavoravo come lavapiatti nel retro di un bar. Allora mettevo da parte i soldi per pagarmi i voli per gareggiare a livello internazionale. Allora il mio record personale era 1.88m ed ero lontana dall’essere competitiva. Avevo la sensazione che la mia vita non avesse uno scopo. Studiavo biochimica all’università e consideravo l’idea di lavorare come dietista. Pensavo anche di fare qualche lavoro missionario. Pregai chiedendo una guida e sentii come se Dio mi stesse dicendo: ‘Il campo sportivo è la tua missione’. Nel retro di quel bar dove lavoravo sognavo i luoghi in cui avrei gareggiato e le persone che avrei potuto conoscere se fossi arrivata ai massimi livelli dello sport. Ora quando la gente mi chiede quale sia il prossimo passo, rispondo che il mio proposito è sempre lo stesso. E’ il potenziale ad essere più grande di quanto avessi mai potuto immaginare”.

Olyslagers è conosciuta nell’ambiente dell’atletica come una persona sempre sorridente e gentile nei confronti delle avversarie. E’ sempre la prima a stringere la mano alle rivali e a congratularsi con loro alla fine di tutte le gare.

Non ero la migliore saltatrice quando iniziai a gareggiare nel circuito della Diamond League, ma sono sempre stata una grande sostenitrice delle atlete con le quali gareggio. Rimango sempre in pedana una volta che ho concluso la competizione, semplicemente per sostenere e applaudire le mie avversarie. Da allora ho notato che anche le altre saltatrici hanno iniziato ad avere lo stesso comportamento. E’ stato un sogno vedere evolvere la cultura sportiva in questo modo”.

Una parte indispensabile della sua routine di atleta è il diario personale, sul quale Olyslagers annota consigli tecnici, riflessioni personali e citazioni motivazionali dopo ogni salto. Questo metodo di autovalutazione le ha permesso di vincere la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Tokyo con 2.02m.

Mi attribuisco un voto da 1 a 10 per ogni singolo componente del salto. Alle Olimpiadi di Tokyo mi son data 10 su 10. E’ stato il mio punteggio più alto, ma avevo ancora molto lavoro da fare. Il taccuino è il mio diario di allenamento. Con il mio psicologo sportivo abbiamo deciso di portarlo in gara, per annotare in quali aree ho fatto davvero bene e su quali devo ancora lavorare. Scrivere ogni volta che salto mi permette di isolarmi e pensare sugli aspetti sui quali devo migliorare. Questa pratica mi serve come reset mentale e per gestire gli alti e bassi della competizione”.