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Deribe Robi e Ashumar Zebenay hanno messo a segno la doppietta etiope nella trentanovesima edizione della Wizz Air Venice Marathon in una giornata mite con una temperatura ideale per correre.

Robi ha tagliato il traguardo in Riva dei Sette Martiri in 2h08’58” precedendo di quasi due minuti il keniano Isaac Cheluko (2’10”54). Il keniano Hemmington Kimaiyo ha completato il podio tutto africano classificandosi al terzo posto in 2:11:03.

I pacemakers keniani Jacob Kosgei e Raymond Cheruyiot hanno guidato un gruppo di quindici atleti che hanno corso ad un ritmo molto regolare transitando al quinto chilometro in 15’18”, al 10 km in 30’15” e al 15 km in 45’17”.

Un gruppo di testa formato da dieci atleti composto da Raymond Cheruiyot, Simon Mwangi, Ben Chelimo Somikwo, Deribe Robi, Kipsambu Kimakal, Moses Koech , Hammington Kimayio e Gideon Kiprop sono transitati al ventunesimo chilometro in 1h03’41” con una proiezione finale da 2h07’.

Un quartetto formato da Simon Mwangi, Robi Deribe, Kipsambu Kinamal e Gideon Kiprop ha preso un buon vantaggio all’interno del Parco di San Giuliano, il grande polmone verde del capoluogo lagunare, transitando al trentesimo chilometro in 1h30’41”. Robi e Kinamal (terzo alla Venice Marathon in 2h09’41” nel 2024), hanno staccato Mwangi e Kiprop al passaggio al trentacinquesimo chilometro in 1h46’11”. Deribe ha lanciato l’attacco decisivo sul Ponte della Libertà, dove si decide come da tradizione la gara.

Deribe ha costruito un vantaggio di 1’20” su Kimakal al quarantesimo chilometro quando è entrato nel centro storico di Venezia nella parte di percorso più affascinante ma più difficile con i 14 ponti da superare negli ultimi 2 km. Il trentacinquenne etiope detiene un record personale di 2h05’58” che risale alla Maratona di Eindhoven in Olanda del 2015. Venezia è stata la terza maratona di questa stagione dopo il settimo posto a Wuhan in 2’10”21 e il sesto posto a Tayuan in 2h11’29”,

Robi Diribe: “Finalmente con questa prestigiosa vittoria sono tornato ad alti livelli dopo tanti anni di infortuni. L’ anno prossimo il mio obiettivo è quello di scendere sotto le 2h05’ in maratona e magari fare il bis a Venezia, una gara che mi è piaciuta moltissimo”.

Gara femminile

Un gruppo di testa formato da Ashumar Zebenay, Abera Birtukan Berhanum Azalech Masresha, Daizy Jemutai e Mercy Jebet è transitato al ventunesimo chilometro in 1h13’39”.

Al venticinquesimo chilometro é rimasto un quartetto composto da Birtukan, Zebenay, Masresha e Jemutai, che ha fatto registrare un parziale di 1h27’06”. La gara è entrata nel vivo al trentesimo chilometro quando Zebenay, Masresha e Jemutai hanno aumentato il loro vantaggio nei confronti di Birtukan con un tempo intermedio di 1h44’35”. Zebenay ha costruito un vantaggio di 49 secondi nei confronti di Jemutai sul Ponte della Libertà. L’atleta etiope ha aumentato il gap portandolo a 3 minuti e 29 secondi al quarantesimo chilometro prima di tagliare il traguardo in 2h27’31” con un miglioramento di oltre sei minuti rispetto al precedente record personale nonostante una caduta all’ingresso in Piazza San Marco. Masresha ha completato la doppietta etiope classificandosi al terzo posto in 2h30’42”. Jemutai ha tagliato il traguardo al terzo posto migliorando il record personale con 2h30’50”.

Ashumar Zebenai: “Sono contentissima della mia gara, mi sono migliorata molto perché ho cominciato ad allenarmi da poco con un gruppo di alto livello in Etiopia. Oggi, dopo il 30esimo chilometro ho capito che potevo vincere e fare una grande prestazione. Quando sono scivolata in Piazza San Marco ho avuto paura di vanificare quello che stavo facendo, ma per fortuna mi sono rialzata subito senza grosse conseguenze e ho potuto riprendere la mia corsa verso una vittoria prestigiosa”.

La trentanovesima edizione della Venice Marathon ha fatto registrare il nuovo record di partecipanti con 20500 runners complessivi nelle tre gare (maratona, mezza maratona e 10 km).

Il Presidente di Venice Marathon Piero Rosa Salva ha tracciato un bilancio molto positivo dell’edizione 2025 della Venice Marathon.

Piero Rosa Salva: “E’ stata un’edizione eccezionale, che getta le basi per il futuro perchè alla soglia del quarantennale ci siamo resi conto che è giunto il momento di consolidare un percorso nato 39 anni fa, cresciuto moltissimo nel tempo, e pronto ad aprirsi a nuovi orizzonti. Abbiamo quest’anno investito molto anche nella promozione all’estero e nella comunicazione soprattutto attraverso i social e, infatti, quest’edizione registra un abbassamento notevole dell’età media e una crescita importante di stranieri, il che vuol dire che la Venicemarathon è diventata più attrattiva anche per una nuova fascia di runners. Questi aspetti ci consentono di avviare un lavoro per vivere il quarantennale come un traguardo volante e non un punto d’arrivo, e inizieremo da subito un percorso di valorizzazione di quello che abbiamo creato in questi anni, di quello che è stato il nostro contributo all’atletica italiana e al nostro territorio, non solo dal punto di vista sportivo ma anche economico. Sarà quindi un anno caratterizzato da varie iniziative che metteranno in risalto i principali momenti della nostra lunga storia”.

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