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Korir e Lokedi trionfano a Boston per il secondo anno consecutivo

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Korir e Lokedi trionfano a Boston per il secondo anno consecutivo
Sharon Lokedi e John Korir ( foto Getty Images Sport/Brian Fluharty)

I keniani John Korir e Sharon Lokedi hanno vinto la Maratona di Boston per il secondo anno consecutivo nell’edizione numero 130 della più antica delle gare annuali sulla distanza dei 42.195 km.

Per la prima volta dal 1995 entrambi i vincitori hanno difeso con successo le vittorie dell’anno precedente. Gli ultimi a compiere quest’impresa furono il keniano Cosmas Ndeti e la tedesca Uta Pippig che si imposero per due anni di fila nel 1994 e nel 1995.

Korir ha fermato il cronometro in un eccellente 2h01’52” in una giornata soleggiata con una temperatura di 8°C cancellando il precedente primato del percorso detenuto dal connazionale Geoffrey Mutai dall’edizione del 2011 con 2h03’02. Sharon Lokedi ha difeso con successo il titolo conquistato nell’edizione del 2025 tagliando il traguardo in 2h18’51”.

E’ stata una delle edizioni con la maggiore densità di risultati nella storia della Maratona di Boston su un percorso considerato molto difficile a causa dei tanti saliscendi e in una gara dove non vengono utilizzati i pacemaker.

I primi 13 classificati della gara maschile sono scesi al di sotto delle 2h06’. Diciotto atleti hanno infranto la barriera delle 2h07’ (esattamente lo stesso numero complessivo dell’intera storia delle precedenti 129 edizioni). La gara del Massachusetts ha fatto registrare 28 tempi al di sotto delle 2h10’. Certamente si tratta della più grande edizione di sempre della gara maschile. Le prime dieci della gara femminile hanno corso in meno di 2h23’ (otto di queste hanno infranto la barriera delle 2h22’).

Gara maschile:

Un gruppo numeroso di atleti guidato dallo statunitense Alex Maier è transitato al decimo chilometro in 29’02”. L’etiope Lemi Berhanu, vincitore alla Maratona di Boston nel 2016, è stato il primo a prendere l’iniziativa dopo il ventesimo chilometro e ha raggiunto il passaggio di mezza maratona in 1h01’43”.

Milkesa Mengesha é andato al comando raggiungendo il venticinquesimo km in 1h13’02”.

Korir ha prodotto un’accelerazione staccando Mengesha prima del ventesimo miglio. L’atleta keniano ha corso il ventunesimo miglio in 4’36” sull’Heartbreak Hill tra il 32 e il 34 km prendendo un vantaggio di 40 secondi.

Il ventinovenne keniano ha continuato a spingere nel tratto più duro del percorso e nessuno è riuscito a reagire all’attacco del fuoriclasse, che ha costruito il trionfo correndo la seconda parte più velocemente della prima (1h01’50 fino al 21 km e un negative splitdi 1h00’02 tra il 21 e il 42 km).

Benson Kipruto, vincitore a Boston nel 2021, a New York nel 2025, a Chicago nel 2022 e a Tokyo nel 2024, e il campione del mondo di maratona di Tokyo Alphonce Simbu, hanno dato vita ad un emozionante testa a testa per il secondo e il terzo posto, mentre Mengesha ha pagato lo sforzo iniziale perdendo terreno.

Korir ha continuato a spingere nelle fasi finali della gara aumentando il suo vantaggio a 26 secondi al trentacinquesimo chilometro e a 43 secondi al quarantesimo chilometro.

Korir ha migliorato di 1 minuto e 10 secondi il precedente primato percorso di Geoffrey Mutai realizzato nel 2011.

Korir ha guadagnato 150000 dollari per la vittoria e un bonus di 50000 dollari per il record del percorso.

Wesley Korir, fratello di John Korir, vinse la Maratona di Boston nel 2012. Insieme hanno avviato un’attività agricola nel loro paese legata alla produzione di caffè.

Korir è diventato il primo uomo a vincere due edizioni consecutive dai tempi della doppietta di Evans Chebet nel 2022-2023.

E’ il quarto successo di fila in una maratona dopo le vittorie di Chicago nel 2024, di Boston e Valencia (con il record personale di 2h02’24) nel 2025.

John Korir: “Sapevo di poter vincere la gara per il secondo anno di fila, ma non pensavo di poter correre così velocemente. Era nei miei desideri battere il record del percorso. Ringrazio Dio per aver esaudito il sogno. La gara è stata quasi una passeggiata per me perché non ho avuto problemi né alla partenza né all’arrivo. E’ stato come correre a casa. Ringrazio il pubblico di Boston per il sostegno continuo lungo il percorso. Non penso ad abbattere il muro delle 2 ore. Preferisco godermi appieno la vittoria”.

Simbu si è classificato al secondo posto per la seconda edizione consecutiva della Maratona di Boston in 2h02’47” ripetendo lo stesso piazzamento dell’anno scorso quando prevalse sul keniano Cybrian Kotut con lo stesso tempo di 2h05’04”.

Alphonce Simbu: “E’ stato importante non arrendermi mai. Negli ultimi km ho dovuto dare tutto per battere Kipruto in volata. Sono orgglioso di rappresentare la Tanzania. Voglio ispirare i giovani del mio paese. Mi sono goduto di più questa edizione rispetto a quella dell’anno scorso. Non ho avuto problemi fisici fin dalla partenza e mi sono sentito forte per tutta la durata del percorso”.

Benson Kipruto ha completato il podio piazzandosi al terzo posto in 2h02’50” a tre soli secondi da Simbu. Entrambi sono scesi al di sotto del precedente primato del percorso di Mutai.

Benson Kipruto: “Sono soddisfatto per la prestazione cronometrica, anche se mi dispiace non essere riuscito all’allungo di Korir. Il livello della gara era altissimo, come dimostrato che i primi tre sono scesi al di sotto del precedente record del percorso”.

L’etiope Hailemaryam Kiros ha tagliato il traguardo al quarto posto in 2h03’42”.

Lo statunitense Zouhair Talbi, che ha gareggiato per il Marocco alle Olimpiadi di Parigi 2024 ed è diventato cittadino americano, si è classificato al quinto posto in 2h03’45”.

Talbi ha corso 1 minuto e 13 secondi più velocemente rispetto alla precedente migliore prestazione di un atleta statunitense nella storia della Maratona di Boston stabilita da Ryan Hall nel 2011 con 2h04’58”. Talbi è stato più veloce rispetto al primato statunitense di Conner Mantz di 2h04’43”, ma il tempo non è omologabile come primato statunitense perché la Maratona di Boston non soddisfa i criteri di World Athletics a causa del dislivello. Il percorso di Boston ha una perdita netta di quota superiore a un metro per chilometro (circa 137 metri totali) e questo favorisce i corridori. Il percorso bostoniano è inoltre point to point. La distanza in linea d’aria tra l’inizio e la fine supera il 50% della distanza totale della gara.

Il portacolori del Lesotho Tebello Ramokongoana ha tagliato il traguardo al sesto posto migliorando il record nazionale con 2h04’18”.

Charles Hicks é stato il secondo statunitense in settima posizione con 2h04’35 ed è sceso anche lui al di sotto del tempo di Ryan Hall. Clayton Young si è classificato all’undicesimo posto scendendo al di sotto delle 2h06’ con 2h05’41”

Il tedesco Richard Ringer è stato il migliore europeo in ottava posizione con 2h04’47” davanti al keniano Alex Masai (2h05’32”) e al campione del mondo under 20 di cross del 2019 e vincitore della Maratona di Berlino del 2024 Milkesa Mengesha from Ethiopia (2h05’35”).

Gara femminile:

La campionessa in carica e detentrice del record del percorso Sharon Lokedi ha realizzato il back-to-back ripetendo il successo dell’anno scorso con l’eccellente tempo di 2h18’51”, secondo tempo più veloce nella storia della Maratona di Boston.

Un gruppo di testa compatto comprendente Lokedi, la campionessa del mondo di corsa campestre del 2017 Irine Cheptai, Loice Chemnung e Mary Ngugi Cooper è transitato al 10 km in 33’31” e al 15 km in 50’29”. Queste atlete hanno raggiunto il passaggio di metà gara in 1h11’02”, con una proiezione finale da 2h22. La statunitense Annie Frisbie è andata al comando al passaggio al 25 km in 1h24’19”. La gara si è decisa al 33 km quando è rimasto un terzetto di keniane formato da Lokedi, Cheptai e Chemnung, vincitrice della mezza maratona di Barcellona in 1h04’01”.

Lokedi ha lanciato il suo attacco decisivo poco prima delle due ore di gara.

Lokedi ha corso uno split in 4’41” tra il ventunesimo e il ventiduesimo miglio. La keniana ha incrementato il ritmo correndo il parziale tra il ventitreesimo e il ventiquattresimo miglio in 4’35” costruendo un vantaggio che ha continuato a crescere nelle fasi finali e ha tagliato il traguardo in 2h18’51” con un vantaggio di 44 secondi su Chemnung, che ha concluso la gara in 2h19’35”. Mary Ngugi Cooper ha completato il podio tutto keniano in 2h20’07” precedendo la connazionale Mercy Chelangat (2h20’30”).

Lokedi è cresciuta sportivamente negli Stati Uniti. E’ arrivata nel 2015 per studiare e correre e vive ora a Flagsstaff in Arizona. Nel 2018 ha vinto il titolo NCAA sui 10000 metri. Dopo la laurea è diventata professionista. Ha esordito in maratona con una vittoria a New York con il tempo di 2h23’23”. Nel 2025 ha vinto per la prima volta a Boston stabilendo il record del percorso con 2h17’22”.

Sharon Lokedi: “Ho continuato a dirmi di rimanere paziente e umile. Mi sono detta che potevo farcela. Sono stata incoraggiata dal pubblico. C’era una bambina da qualche parte della folla che ha detto: ‘Ce la potete fare, signore’. L’incoraggiamento mi ha dato la carica lungo il percorso. A mia mamma, che non era presente quest’anno, ho detto: ‘Mamma, ti voglio bene. Ce l’abbiamo fatta anche oggi. Avrei tanto voluto che ci fosse mia mamma. So che sarà felice. Probabilmente starà urlando dalla gioia da qualche parte”.

Jess McClain é stata la migliore statunitense in quinta posizione in 2h20’49” stabilendo la migliore prestazione di un’atleta di casa sul percorso di Boston. Irine Cheptai si è classificata al sesto posto in 2h20’54” davanti all’etiope Workenesh Edesa (2h21’52”). Annie Friesbie ha tagliato all’ottavo posto in 2h22’00” davanti a Emily Sisson (2h22’39”) e Carrie Ellwod (2h22’53”).

Lo svizzero Marcel Hugh ha vinto la gara delle wheelchair per la nona volta (quarto successo consecutivo) con il tempo di 1h16’06 davanti allo statunitense Daniel Romanchuk (1h22’44”) e all’olandese Jetze Plat (1h24’13”).

La britannica Eden Rainbow Cooper è tornata al successo a Boston in campo femminile dopo due anni con il tempo di 1h30’51”. La svizzera Catherine De Brunner ha confermato il secondo posto dell’anno scorso con 1h32’59” precedendo Tatyana McFadden (1h36’43”).