La nazionale italiana ha conquistato il primo posto nel medagliere della Coppa Europa dei 10000 metri disputata sulla pista del Centro Sportivo Montagna di La Spezia in una giornata soleggiata e calda.

Le medaglie sono state conquistate da Iliass Aouani, oro nella gara individuale maschile, dalla squadra femminile (oro), dalla squadra maschile (argento) e da Elisa Palmero, bronzo nella gara individuale femminile. L’Italia ha ospitato la Coppa Europa per la quarta volta dopo le edizioni di Camaiore nel 2002, Ferrara nel 2007 e Chia nel 2015.

Aouani ha dominato i 10000 metri maschili in 27’50”05 arrivando a soli cinque centesimi dallo standard di qualificazione per gli Europei di Birmingham. L’atleta lombardo allenato da Massimo Magnani è andato in fuga fin dai primi giri guidato dal pacemaker Celestin Ndikumana. Aouani è rimasto da solo a otto giri dalla fine e ha corso senza avversari in grado di impensierirlo. Il francese Simon Bedard si è classificato al secondo posto in 27’52”66 davanti al connazionale Valentin Gondouin (27’53”66). L’altro transalpino Baptiste Guyon ha tagliato il traguardo al quinto posto in 27’54”53. La Francia si è aggiudicata la medaglia d’oro a squadre per la quarta volta nelle ultime cinque edizioni. La squadra italiana è salita sul secondo gradino del podio davanti alla Spagna grazie al sesto posto di Pasquale Selvarolo con il record personale di 28’00”03 e al quindicesimo posto di Konjoneh Maggi in 28’46”57.

Aouani prosegue un momento magico della sua carriera dopo la medaglia di bronzo nella maratona ai Mondiali di Tokyo dello scorso Settembre e il record italiano sulla distanza dei 42 km nella Marathon Major nella capitale giapponese dello scorso 1 Marzo con 2h04’23”. Il tempo fatto registrare a La Spezia è la seconda prestazione della sua carriera sui 10000 metri dopo il record personale di 27’45”81 realizzato a Ostrava nel 2021.

Aouani ha conseguito la laurea in ingegneria civile presso la Syracuse University nello Stato di New York e ha completato il percorso accademico specializzandosi in Ingegneria strutturale sempre presso lo stesso ateneo. Nel 2021, una volta terminati gli studi in America, è rientrato in Italia per concentrarsi a tempo pieno sull’attività sportiva professionistica. Ha stabilito la propria base d’allenamento a Ferrara sotto la guida tecnica del coach Massimo Magnani.

Ilass Aouani: “Ho dimostrato che mi ricordo ancora come si conta… fino a 25 giri ci arrivo! Erano tre anni che non mettevo le chiodate e farlo oggi è stata una grande emozione. Vincere con la Nazionale in casa è un qualcosa che ricorderò per sempre. Farlo davanti alla mia famiglia, che mi vede correre per la prima volta dal vivo con i colori azzurri, rende tutto ancora più speciale. Voglio conquistarmi Birmingham e voglio la medaglia, per poi tornare sulla maratona in autunno“.

Gara femminile:

L’Italia ha vinto il titolo a squadre femminile per la prima volta nella storia della Coppa Europa femminile nonostante la rinuncia della vice campionessa olimpica e mondiale Nadia Battocletti, che non ha recuperato del tutto da un attacco influenzale dopo la vittoria sui 1500 metri al meeting di Firenze.

Le azzurre hanno battuto Irlanda e Spagna conquistando la Coppa Europa a squadre femminile grazie al terzo posto di Elisa Palmero in 31’59”49, al settimo posto di Federica Del Buono in 32’27”95 e al tredicesimo posto della debuttante azzurra Elvanie Nimbona in 32’57”13. Palmero ha raggiunto lo standard di qualificazione per gli Europei di Birmingham. Del Buono ha confermato il suo ottimo momento di forma dopo il titolo italiano sulla distanza conquistato a Sulmona.

Elisa Palmero: “Siamo contentissime. E’ stata una giornata tosta per tutte, perché faceva molto caldo e abbiamo sofferto gli oltre 25 gradi durante le gara. Sono felice dei miei miglioramenti, anche questa è una conferma e ora cercherò di meritarmi gli Europei di Birmingham”.

La trentaduenne polacca Elzbieta Glinka ha vinto l’oro individuale in 31’45”36 davanti alla francese Alessia Zarbo, seconda al traguardo in 31’56”18. Glinka e Zarbo hanno realizzato lo standard di qualificazione per gli Europei di Birmingham dal 10 al 16 Agosto.

Glinka è diventata la prima vincitrice polacca nelle 29 edizioni della Coppa Europa dei 10000 metri in assoluto considerando sia la categoria femminile sia quella maschile. La Polonia non aveva mai vinto alcuna medaglia in questa manifestazione. Fino al 2022 la vincitrice era soltanto una runner amatoriale e aveva un primato personale di 1h33’51” sulla mezza maratona. Nel giro di due anni ha migliorato i record personali fino a realizzare 2h34’ nella maratona nel 2024. Ad Aprile 2024 ha fatto il suo esordio ufficiale in pista ai Campionati polacchi sui 10000 metri. Glinka è laureata in ingegneria civile.

Zarbo ha dettato il ritmo nelle fasi iniziali della gara prendendo circa sessanta metri di vantaggio ed è transitata ai 5000 metri in 15’46”30 con circa 100 metri di vantaggio su Glinka, che è transitata in nona posizione in 16’03”11 a metà gara.

Glinka ha compiuto una straordinaria rimonta nella seconda metà gara superando numerose atlete prima di avvicinarsi pericolosamente a Zarbo, che ha iniziato a rallentare dopo che la pacemaker Francine Nyomokunzi si è ritirata a dieci giri dalla fine. Glinka ha superato Zarbo a cinque giri dal termine involandosi verso il successo in 31’45”36.

Zarbo si è aggiudicata la seconda medaglia d’argento consecutiva in questa manifestazione dopo quella conquistata sulla pista di casa a Pacé nel 2025 dietro alla belga Jana Van Lent.

L’austriaca Cordula Lassacher si è aggiudicata la gara B in 33’22”44 migliorando di oltre mezzo minuto il record personale. Lassacher ha staccato negli ultimi quattro giri l’azzurra Greta Settino, che ha migliorato il record personale con 33’31”10.

Prima dell’inizio delle gare è stato festeggiato il quarantesimo anniversario della tripletta azzurra sui 10000 metri agli Europei di Stoccarda del 1986 dove l’attuale Presidente della Fidal Stefano Mei vinse la medaglia d’oro davanti ad Alberto Cova e a Salvatore Antibo.

Stefano Mei: “Alberto Cova era un punto di riferimento per tutto il mondo. Purtroppo a Stoccarda erano ‘solo’ Europei e non Olimpiadi, ma è stato bello lo stesso. È stata l’affermazione più importante della mia carriera sportiva, un momento storico per l’atletica italiana, perché non c’era mai stato un podio tutto azzurro. A differenza di oggi, c’era dualismo tra me e Alberto, anche molto acceso: succede così in uno sport individuale, ci si punzecchia un po’. Ma l’amicizia tra noi è nata subito dopo. Alberto era un ‘mostro’ di gloria, aveva vinto tutto e c’era tanta attenzione su di lui. Quella gara andò in onda dopo il Tg1 senza interruzioni pubblicitarie”.